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Questa nuova visione della liturgia traduce gesti, parole, azioni, attegiamenti ed esperienze desunte dalla vita quotidiana in "segni" della trascendenza dell'uomo che si immerge nell' immensita' dell'infinito, perche' realizza l'incontro dell'uomo con quel "Qualcosa" anzi "Qualcuno" che superandolo totalmente lo eleva al grado del divino proiettandolo nell' eternita'.
E' a questo livello di espressione simbolica che si collocano il canto e la musica nella Liturgia, perche' tramite essi la persona riesce a meglio esprimere l'intensita' del suo dialogo con l'Eterno.
L'istruzione Generale del Messale Romano, invita a tenere presente nella composizione e scelta della musica e del canto liturgico la pregnanza espressiva di quel particolare popolo di Dio raccolto in preghiera e il coinvolgimento emozionale che la musica e canto realizzano. Questi infatti nella liturgia configurano chiaramente, tramite l'unita' delle voci l'unita' dei cuori, e prefigurano la lode perenne e l'inno di gloria elevato a Dio.
Lo strumento piu' adeguato a sostenere e completare l'esperienza del divino nell'intensita' emozionale della musica e' l'organo a canne, perche', nelle armonie dei diversi registri, esprime compiutamente l'unita' profonda e armoniosa dell' incontro tra l'uomo e Dio.
L'organo a canne e' il re degli strumenti musicali.
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