Arrivano nuovi fondi per gli scavi a Cuma
Cento milioni di euro per una grande campagna di scavi nel Parco
Archeologico di Cuma, la colonia greca situata a metà tra Bacoli e
Pozzuoli. I fondi, stanziati dall’Unione Europea, si aggiungono ai 50
milioni di euro della Regione Campania assegnati nell'ambito del
Progetto Integrato Territoriale.
Il via ai lavori è previsto a
settembre. L'annuncio è del sindaco di Bacoli, Antonio Coppola: «Sta per
partire il più vasto progetto di ricerca dell’area grazie ad un
programma congiunto di Regione e Unione Europea, che ha concesso 100
milioni di euro. Cuma è uno dei più importanti siti archeologici. Il suo
recupero è fondamentale per il rilancio del territorio». Intanto con le
opere già realizzate finora, la Sovrintendenza ai Beni Archeologici,
diretta da Maria Luisa Nava, ha coinvolto le università Federico II e
Orientale per eseguire scavi nella parte bassa della città. Quest'area
sarà collegata all'Acropoli, da unire alla Grotta di Cocceio sul Lago
d'Averno. I progetti sono stati già appaltati. Un’operazione che è
destinata a incrementare anche lo sviluppo turistico di tutta l’area dei
Campi Flegrei.
Cuma, fondata nel 730 a.C. dai coloni calcidesi, è tra le
più antiche zone archeologiche d'Italia. Fu abitata, infatti, sin
dall'età del ferro e molto probabilmente sin dall'epoca del bronzo
finale, tra l'undicesimo e il decimo secolo a.C. I programmi delineati
per il suo recupero sono prestigiosi. E mirano a rilanciarla sul
palcoscenico internazionale. Basti pensare che la più antica colonia
greca d'occidente è un intreccio unico al mondo di monumenti: uno
scrigno di opere incastonate nel verde del promontorio a picco sul mare.
Famosa soprattutto per l'Antro della Sibilla, citato da Virgilio
nell'Eneide, un percorso scavato nel tufo in due epoche differenti:
risale al IV secolo a.C. lo scavo più antico, di forma trapezoidale.
Mentre quello più recente, rettangolare, è probabilmente di età
augustea. Considerato inizialmente l'antro della Sibilla Cumana, le più
recenti ricerche hanno potuto dimostrarne invece una funzione militare.
E poi lungo il percorso è possibile visitare la Cripta, un altro tratto
tufaceo che unì in epoca tardo repubblicana il porto di Cuma al Portus
Julius. E ancora il Tempio di Apollo, fondato dai Greci e ricostruito
dai Romani con le sue peculiari colonne trilobate, il Santuario di
Iside, il Tempio di Hera. Troneggia in alto il Tempio di Giove con i
muri in opus reticulatum. Nella città bassa, invece, il Foro con la
Masseria del Gigante e le Terme, il Capitolium, il Tempio con Portico.
Questi sono solo alcuni dei resti racchiusi nel Parco Archeologico che
si estende per chilometri da Cuma a Licola e sul versante opposto verso
il Fusaro.Ed è recente la scoperta dell'Anfiteatro, uno dei più antichi
del mondo romano. Fuori della cinta fortificata, poi, vi è conservata la
necropoli settentrionale con una tomba regale dell'ottavo secolo a.C.,
una sotterranea a tholos (con volta a pseudocupola in tufo) del IV
secolo a.C. e una monumentale di età imperiale. Qui i ricercatori hanno
rinvenuto resti umani privi di cranio ma con maschere di cera.
Fonte: Archemail |